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IL MONUMENTO

Il Nuraghe Losa è un complesso trilobato formato dal mastio e da tre torri secondarie collegate da cortine murarie. Attorno al nuraghe si è sviluppato un villaggio, racchiuso da una cinta muraria esterna.

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La storia costruttiva del Nuraghe Losa e del villaggio circostante attraversa diverse fasi.

Tra il XIX e il XIV secolo a.C., viene costruito il mastio come torre isolata.

Tra il XIV e il XII secolo a.C., il sito subisce una profonda trasformazione: vengono aggiunte tre torri secondarie e le cortine murarie che le collegano. In questa fase, il bastione trilobato assume la forma ancora oggi riconoscibile.

Tra il XII e l’VIII secolo a.C., il complesso viene ampliato con la cinta muraria esterna e il villaggio.

Le epoche successive. Il sito è stato frequentato anche dopo l’età protostorica: in età romana e fino all’alto Medioevo.

DESCRIZIONE

IL NUCLEO FORTIFICATO

Il cuore del complesso è il bastione trilobato: comprende il mastio, cioè la torre centrale originaria, e tre torri secondarie collegate da cortine murarie. Al suo interno, la camera circolare conserva ancora intatta la copertura a tholos, la falsa cupola ottenuta facendo sporgere progressivamente i blocchi di pietra.

All’interno del mastio, nello spessore della muratura, si apre una scala che conduce al livello superiore, dove si conserva una seconda camera oggi priva di copertura.

Attorno al bastione si sviluppa l’antemurale, una cinta muraria rinforzata da torri. Più all’esterno, una ulteriore cinta muraria racchiude il nuraghe e il villaggio.

IL VILLAGGIO

All’esterno del bastione si sviluppava il villaggio, racchiuso dalla cinta muraria più ampia. Le strutture del villaggio sono leggibili solo in parte a causa delle trasformazioni avvenute nel tempo.

Solo una parte dell’insediamento è stata finora scavata. Si stima che il villaggio si estendesse per circa tre ettari e mezzo.

I MATERIALI

Le murature sono costruite a secco con blocchi di basalto, la roccia vulcanica che caratterizza l’altopiano.

Il basalto delle murature oggi è ricoperto dai licheni e alterato dagli agenti atmosferici.

USO NEL TEMPO

ATTIVITÀ QUOTIDIANE

Nel villaggio venivano svolte attività quotidiane per la preparazione, il consumo e la conservazione degli alimenti. Macine, macinelli e pestelli testimoniano le attività produttive e quotidiane. I manufatti in ossidiana e selce attestano la persistenza delle tecniche di lavorazione della pietra.

LE FREQUENTAZIONI SUCCESSIVE

Dopo l’età nuragica il complesso conobbe nuovi usi in età romana, come luogo di sepolture. Le ceramiche comuni, il vasellame fine da mensa e le anfore testimoniano il riutilizzo del sito anche in età tardoantica e fino all’alto Medioevo.

STORIA DEGLI SCAVI

Le prime ricerche sistematiche iniziarono nel 1890. I rilievi, i disegni e le fotografie realizzati allora conservano ancora un notevole valore documentario.

Tra il 1915 e il 1916 nuovi scavi interessarono il nuraghe e parte del villaggio.

Nel corso del Novecento, ulteriori ricerche, rilievi e restauri hanno chiarito altri aspetti della sequenza costruttiva e dell’organizzazione del sito.

LA CONSERVAZIONE

Lo stato di conservazione del nucleo monumentale consente oggi di leggere con chiarezza gran parte dell’architettura. Il mastio conserva la camera a tholos, l’ingresso, il corridoio, il vano scala e parte dei livelli superiori.

Anche le tre torri e ampi tratti delle cortine sono riconoscibili. L’antemurale, la cinta esterna e il villaggio si conservano in modo più discontinuo, ma il loro rapporto con il bastione resta comprensibile.

FONTI

SardegnaTurismo, “Nuraghe Losa”

Sito ufficiale Nuraghe Losa

IL NOME DEL SITO

Il nome Losa, che in lingua sarda significa “tomba”, richiama le sepolture realizzate nel sito in età romana.

IL PAESAGGIO

Il Nuraghe Losa sorge al centro dell’altopiano basaltico di Abbasanta, un’area della Sardegna centrale ricca di testimonianze protostoriche.

Il villaggio si estendeva per circa tre ettari e mezzo; solo una parte dell’insediamento è stata finora scavata.